Juventus: l’intercettazione di Andrea Agnelli è una farsa

Giuseppe Pecoraro – procuratore della FIGC –  alla Commissione parlamentare antimafia riguardo i sospetti tentativi di infiltrazioni mafiose tra gli ultras e all’interno della dirigenza della Juventus,  ha smentito l’esistenza di un’intercettazione telefonica. Era stato lui stesso a parlarne. Se ci fosse stata la conferma, avrebbe potuto aggravare una delle accuse rivolte al presidente Bianconero Andrea Agnelli.

In un primo momento, grazie a questa presunta intercettazione, il presidente sarebbe a conoscenza dei presunti legami tra Rocco Dominello – rappresentante degli ultrà –  e la cosca della ‘ndrangheta dei Pesce-Bellocco. L’indagine dell’antimafia si è sviluppata proprio attorno a tale supposizione.

Juventus: Pecoraro ritratta

Pecoraro, agli inquirenti dell’antimafia ha detto: “L’intercettazione di cui si è parlato l’altra volta, e su cui sono state dette tante cose, è un’interpretazione che è stata data. Noi abbiamo dato una certa interpretazione, perché da quella frase sembrava ci fosse una certa confidenza fra Agnelli e Dominello, ma probabilmente era del pubblico ministero quella frase. Anzi, da una lettura migliore la attribuisco al pubblico ministero». La frase attribuita ad Agnelli, e riportata da molti giornali nell’ultimo mese, era: «Hanno arrestato due fratelli di Rocco Dominello. Lui è incensurato, abbiamo sempre parlato solo con lui“.

Juventus: il caso

Secondo alcune ricostruzioni, la frase attribuita al presidente Agnelli, sarebbe stata riferita in una sessione secretata della Commissione antimafia proprio da Pecoraro. Tale frase sarebbe stata estrapolata da una conversazione telefonica avvenuta fra Agnelli e Alessandro D’Angelo, – security manager del club Bianconero -.

Nei giorni successivi, il quotidiano Repubblica aveva pubblicato un articolo dove si evidenziava che la telefonata in questione fosse avvenuta tra D’Angelo e Francesco Calvo e non il presidente Agnelli.

Va detto che Francesco Calvo è l’ex direttore marketing del club.

La frase, in realtà, era: “I due fratelli sono stati arrestati. Rocco è incensurato, noi parliamo con lui“.

L’accusa della procura della FIGC

Secondo la procura della FIGC,  i vertici della Juventus hanno venduto biglietti delle partite a esponenti della ‘ndrangheta, che poi, a loro volta,  li hanno rivenduti “sfruttando” il sistema del bagarinaggio.

Il caso è finito in Commissione antimafia

Ieri, al termine del colloquio con Pecoraro, la presidente Rosy Bindi ha affermato: “È vero, quell’intercettazione non riguarda Andrea Agnelli. Ma a noi basta sapere che le mafie in Italia arrivino persino alla Juve”.

Agnelli verrà ascoltato dalla commissione il primo maggio. La prima udienza del processo sportivo è stata fissata per il 26 maggio. Esattamente due giorni prima dell’ultima giornata di Serie A.

Fonte

2731total visits,3visits today

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *