Innovazione tecnologica: l’Italia è in ritardo

L’Italia è in ritardo nell’Innovazione Tecnologica, ma va verso la direzione giusta, grazie al piano nazionale “Industria 4.0” e ad alcuni strumenti previsti in Legge di Bilancio. Il Digital Divide persiste. E’ il quadro che emerge dal rapporto CENSIS presentato all’evento “Uomini, Robot e Tasse: il dilemma digitale”.

Si celebra l’Internet Day. Giorno in cui, 31 anni fa (era il 28 aprile del 1986), ci fu la prima connessione web in Italia.

Eppure, se internet è diventato imprescindibile per lo sviluppo economico, c’è ancora molta strada da percorrere.

Noi dobbiamo avere una forte competenza tecnica – dice Carlo Calenda il Ministro dello Sviluppo Economico – ma dobbiamo lavorare tantissimo sulla capacità di leggere i cambiamenti, analizzarli e comprenderli“. Continua e conclude “Il gap profondo, oggi è quello della conoscenza“.

L’enorme Gap con i principali Paesi Europei, è stato sottolineato anche da Davide Casaleggio. Ha ricordato come l’Italia investa solo 160 milioni di Euro l’anno, in Start-up e, la Gran Bretagna, invece, 3,2 miliardi. “Da noi bisogna investire 20 volte di più” afferma lo stesso Casaleggio.

L’innovazione tecnologica non si può fermare, e l’arrivo dei robot deve spaventarci.

Credo che il problema, dal punto di vista del lavoro non sia quello dei robot che sostituiranno le persone fisiche” dice Maximo Ibarra – A.D. di wind  tre – “quanto piuttosto, le persone fisiche, grazie ad un processo di formazione, potranno occuparsi di altri lavori. Per esempio quello di permettere ai robot di svolgere il lavoro che faranno. Quindi parliamo di codici, programmazione. Queste skill creeranno molto lavoro da questo momento in poi “.

Elio Catania, presidente di Confindustria Digitale, dal canto suo, amette che il lavoro sta cambiando. “Vengono eliminate tutte quelle attività ripetitive“. Continua affermando che “Forse, proprio questo tipo di attività, sono proprio quello che hanno sempre meno nobilitato il lavoro. Pone una sfida, però, di formazione. Dobbiamo essere tutti quanti più pronti ad occuparci di cose di maggior qualità e di maggior contenuto. L’accelerazione delle tecnologia. sta rendendo questo problema molto forte“.

Innovazione tecnologica: i giovani devono puntare sulla formazione.

Marco Gay – Presidente Giovani Industriali – nel suo intervento fa notare che “il 22% dei posti di lavoro richiesti, non trovano candidati per mancanza di competenze. Bisogna iniziare a ragionare che l’innovazione porta con se un tema di formazione dei nostri giovani e di riqualificazione di chi un lavoro ce l’ha

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