Privilegi ai Parlamentari: da venerdì i vitalizi

Privilegi ai Parlamentari. Venerdì 15 settembre scatta l’ora X. Il momento in cui i Parlamentari matureranno la pensione a 4 anni 6 mesi ed un giorno dall’inizio della Legislatura.

Tagliato il mitico traguardo. Ben 608 fra Deputati e Senatori nuovi arrivati della politica, percepiranno circa 950 euro netti al mese di pensione, ma haimè per loro, solo quando avranno compito 65 anni.

Un altro privilegio dal momento che, per i “lavoratori comuni”, l’età della pensione è ben al di là dei 66 anni e mezzo.



Privilegi: era tutto previsto

Ce l’hanno fatta, dunque, tutti quei parlamentari che evitarono lo scioglimento delle Camere dopo il referendum del 4 dicembre scorso.

Furono previdenti, è il caso di dirlo, perchè se la legislatura si fosse interrotta nel 2016, non avrebbero mai ricevuto la pensione. Non gli sarebbero stati rimborsati i contributi mensilmente versati. Una cifra stimata intorno ai 40 mila euro a Parlamentare.




Legge Richietti: forse rinviata alla Camera per “prendere tempo”

Intanto, sul fronte della lotta a questi privilegi, al Senato si è  riaperta la discussione sui tempi di attivazione della legge Richetti, che riforma il calcolo vitalizio come contributivo e che prevede il taglio del 40% della pensione della quale sono già beneficiari circa 2 mila e 600 ex Parlamentari.

Un provvedimento molto difficile da applicare, secondo il segretario d’aula del PD – Russo -. Teme che le norme siano rinviate alla Camera per evitare la probabile bocciatura della Consulta. Questo significa che la nuova legge non avrà validità prima delle prossime elezioni e che, anche i prossimi Parlamentari, faranno parte di una – se pur più piccola – casta.




 

 

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