Tortura: approvato l’ordinamento che introduce il reato

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Il 5 Luglio 2017 diventa una data storica. E’ proprio questo il  giorno che la Camera ha approvato la legge che introduce nell’ordinamento il reato di tortura.

I sì sono stati 198, i no 35 e gli astenuti 104.

La nota del Presidente Della Camera

Ben 33 anni dopo aver firmato la convenzione internazionale contro la tortura, anche l’Italia si dota di una legge in materia. Il testo che è stato votato oggi a Montecitorio arriva al termine di un dibattito complesso, nel corso del quale le due Camere hanno prospettato riguardo ad alcuni aspetti soluzioni differenti.

E’ quanto ha dichiarato, in una nota, la presidente della Camera, Laura Boldrini.

Continua la Presidente: “Su una materia così delicata si sono pronunciati ancora nelle ultime settimane, evidenziando criticità, il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, giuristi, magistrati di Genova”. Conclude “L’approvazione della legge segna un passaggio decisivo, ma come sempre potrà essere il Parlamento, sulla base della concreta applicazione delle norme, ad apportare le modifiche che si dovessero rivelare necessarie“.
Un passo avanti per il nostro Paese che – da certi punti di vista – diventa sempre più civile.



Il m5s si è astenuto

A favore del testo hanno votato Pd e Ap. I voti contrari provengono da Forza Italia, Fratelli d’Italia, e Lega. Ad astenersi sono stati i Parlamentari del Movimento 5 Stelle.



Amnesty international definisce il provvedimento sul reato di tortura “debole”.

Amnesty International ha accolto con amarezza la nuova formulazione della legge, ma ha anche cercato di difenderne alcune parti.
Lascia l’amaro in bocca ma non è, come alcuni sostengono, inutile o controproducente”, ha dichiarato il presidente Antonio Marchesi.
Dopo decenni di discussioni sterili ci si poteva attendere qualcosa di meglio della definizione confusa e restrittiva che entrerà a fare parte del nostro codice. Una definizione che non tiene adeguatamente conto della sofferenza mentale. La tortura moderna produce e che vorrebbe che la tortura fosse tale solo in presenza di atti ripetuti

Conclude le sue affermazioni, il presidente, facendo notare che “dire che è inutile o controproducente è sbagliato, perché si sottovaluta la necessità di porre fine alla eterna rimozione della tortura attraverso il silenzio. Scrivendo invece, una volta per tutte, quella parola indicibile nel codice penale”.




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