Gran Bretagna al voto: si gioca tutto sulla sicurezza

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Gran Bretagna. Domani gli elettori Britannici si recheranno alle urne per le elezioni Politiche Anticipate. Il clima potrebbe essere più pesante del solito, in un paese sconvolto dagli ultimi attacchi terroristici. Il fattore sicurezza ha fatto “irruzione” nella campagna elettorale.

Corbin, nei giorni scorsi, ha chiesto le dimissioni di Teresa May. Ha accusato la Premier di aver tagliato i fondi alla sicurezza.

May, dal canto suo, ha promesso di essere pronta a stralciare tutte le leggi in difesa dei diritti umani se queste ostacoleranno le nuove norme antiterrorismo. Ha affermato che, indubbiamente, il governo che uscirà dal voto, dovrà dare più potere alla polizia e ai servizi.




Gran Bretagna. Rivedere procedure di sicurezza

La Premier ha confermato che è importante rivedere le procedure utilizzate sino ad ora. “Evidentemente non hanno funzionato un gran che” ha affermato.  

Ha fatto riferimento alle “falle” che hanno permesso a tre persone, non certo estranee, di compiere un atto terroristico non indifferente.

Non Erano sconosciuti all’interno della “galassia” dei jihadisti e neanche a polizia ed intelligence britanniche. Nonostante tutto gli è “stato permesso” di attaccare Londra.

Essi, infatti, non erano tra i cinquecento individui su tremila jihadisti attenzionati. Seguiti costantemente perchè ritenuti pericolosi.




Kuranbut, pakistano, con cittadinanza britannica, ritenuto il capo del gruppo, aveva avuto, addirittura, legami con un’organizzazione Salafita.

Quest’organizzazione fu messa fuori legge dopo gli attentati del 2005 contro la capitale Britannica.

Rashid – l’altro jihadista – in Irlanda, aveva cercato ripetutamente, ma senza successo, lo scorso anno, di ottenere asilo in Gran Bretagna.

E’ stato fermato un suo amico in possesso di alcuni documenti, forse falsi.




Il ricordo delle vittime

Ieri, alle 11,00, Londra si è fermata in un minuto di raccoglimento in ricordo delle vittime dell’attacco.

Il Sindaco Londinese si è rivolto al governo, ed ha chiesto, dopo aver “letto” i twit polemici da parte di Donald Trump nei suoi confronti, se fosse proprio il caso di ricevere il presidente statunitense atteso nelle prossime settimane.

La risposta del Ministro degli Esteri ed ex Primo cittadino della Capitale, che pure ha difeso l’operato del suo successore, è stata affermativa.




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