Caltagirone: magistrati condannati

Caltagirone. La sentenza del Tribunale di Messina, che ha condannato la Presidenza del Consiglio dei Ministri a risarcire i figli di Marianna Manduca, è un precedente importante che cambierà le cose.

Ne è convinto l’avvocato Alfredo Galasso, che ha combattuto sino in Cassazione, per vedere applicata la legge che stabilisce la responsabilità civile dei giudici.




Parla l’avvocato

E’ un precedente significativo, perchè si verifica a contatto con una vicenda tragica” dice l’avvocato.

Continua “con un tema bruciante quale quello del femminicidio. Dove sono i politici che condannano i politici?




Caltagirone: Il Fatto

Per comprendere questa vicenda, bisogna tornare indietro di dodici anni.

Marianna Manduca, minacciata di morte dal marito, si rivolse alle autorità di Caltagirone e sporse diverse denunce, dieci per la precisione.

I magistrati della Procura Locale “lessero” la vicenda come “un caso di liti famigliari” sottovalutando quanto stava accadendo.

Il 3 ottobre del 2007, il marito, passò dalla parole ai fatti e uccise, con 12 coltellate, la moglie.




Dopo 12 anni il verdetto

Dopo una lunga battaglia in tribunale, ieri, è stato emesso il verdetto dalla Cassazione, è stato sancito un principio.

La denuncia, da parte di una donna, deve essere ascoltata” afferma l’avvocato. “Questo è un segnale importante – continua -. Deve essere ascoltata da parte delle istituzioni, in particolare dalla Magistratura, con il compito di intervenire e, sopratutto, di prevenire“.




La legge stabilisce che a risponderne sia la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il Ministro Della Giustizia ha detto che studierà la vicenda e valuterà l’opportunità di rivalersi sui magistrati coinvolti.

Potrebbe essere chiesto di rispondere in prima persona, ai quai 300 mila euro, che dovranno essere dati, a titolo di risarcimento, ai tre figli della vittima. Nel frattempo sono stati adottati da uno zio, che vive nelle Marche.

D’ora in avanti – conclude l’avvocato – si potrà guardare la responsabilità civile dei Magistrati, con maggiore tranquillità“.




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