Briatore nei guai: sigilli al Twiga, il resort del Salento

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Questa è un’area agricola. Non si può costruire uno stabilimento balneare“. Con questa motivazione, la Procura di Lecce ha disposto il sequestro del Twiga. La struttura che sta nascendo ad Otranto, sotto le gida di Flavio Briatore.

Secondo gli inquirenti, ci sarebbero delle illegittimità nelle autorizzazioni rilasciate dall’ Amministrazione Comunale di Otranto.




L’accusa è di “violazione delle norme urbanistiche“.

Quella che doveva essere semplicemente: una discesa al mare, dotata di strutture amovibili, di chiosco e di ristorante, al fine di consentire la fruizione del litorale e garantire la fornitura di servizi e attrezzature utili alla balneazione“, si sarebbe rivelata tutt’altro.

Diversi prefabbricati, una pedana, una grande piscina, oltre che lo spianamento di un’area per la realizzazione di un parcheggio. Un fronte mare per la sistemazione di lettini e baldacchini.

Eppure, quella è una zona agricola. Dove non sono consentite strutture di quella entità.




Il Twiga, di proprietà della società “Cerra”.

Formata da imprenditori Salentini e presieduta da Mimmo De Santis – presidente di Fedel Alberghi Salento -.

Non prevede quote di Briatore, che ha concesso l’uso del marchio, che ha reso famosi i suoi locali.

De Santis è indagato, insieme con il direttore dei lavori, Pierpaolo Cariddi, fratello dell’attuale sindaco Luciano e candidato come primo cittadino alle elezioni dell’11 giugno




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