Sigilli al ristorante più frequentato dai VIP

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Sigilli al ristorante “Assunta Madre”.

Con il suo Marchio, Gianni Micalusi aveva costruito una fortuna. L’Assunta Madre, era ormai uno dei più rinomati locali romani. Esportato a Milano, Londra e Barcellona e frequentato dai più grossi politici italiani, calciatori, attori, Vip di ogni settore, che andavano a mangiare pesce. Poi, con Gionni, così come lui amava farsi chiamare, si facevano fotografare.




L’imprenditore ittico di Terracina, alle spalle aveva una lunga storia criminale e relazioni non proprio pulite.

Aveva rapporti, particolarmente stretti con appartenenti alla camorra: la famiglia Senese e la famiglia Zizzo. Rapporti con appartenenti alla criminalità: Nicoletti Enrico, già appartenente alla Banda della Magliana“. Questo è quanto dicono gli inquirenti.

Intuendo che, questi rapporti e i pregressi giudiziari, avrebbero potuto incuriosire ancora gli inquirenti, Micalusi aveva ben pensato di mettere al riparo, da possibili sequestri, le proprie attività. Le ha trasferite a figli e a parenti.

L’escamotage del trasferimento delle proprietà è stato, tuttavia, inutile. L’intestazione ad altri, infatti, sarebbe stata fittizia, per la Polizia e la Guardia di Finanza. Il vero titolare sarebbe stato sempre lui. Così, nel giorno in cui, avrebbe dovuto inaugurare un’altro “Assunta Madre”, a Montecarlo, con socio Briatore, Micalusi è finito agli arresti con altre cinque persone. Il locale romano, ritenuto per altro frutto da proventi illeciti, sequestrato.

A chi è ritenuto socialmente pericoloso, a chi commette reati, a chi utilizza le disponibilità economiche per, inquinare il mercato, per violare le regola della leale concorrenza, per eliminare imprenditori che invece intendono seguire le regole e che sono puliti, noi vogliamo sostituire  questa gestione. Vogliamo una gestione corretta, regolare, trasparenza di mercato” dicono gli inquirenti.




Sigilli al ristorante: Non ha potuto agire da solo

Indispensabili, per la strategia criminale e l’arricchimento dell’imprenditore, due colletti bianchi. Un commercialista ed un direttore di banca. Quest’ultimo anzichè segnalare, come suo obbligo, le operazioni sospette, vi prendeva parte. Questo è quanto ha confermato chi ha seguito le indagini: “personalmente si recava a prendere i soldi in contanti, operava firmando anche personalmente le operazioni bancarie e, spingeva affinchè venissero riconosciuti dei fidi, quindi oltre lo sfondamento dello stesso fido, alla figura di Giovanni Micalusi. Figura riconosciuta come “Dominus” di tutte le attività di ristorazione




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