Scandalo antiracket nel Salento

Alcuni degli sportelli Antiracket, aperti in Puglia, non sarebbero stati funzionanti, ma utili solo per raccogliere soldi pubblici.

I soldi sarebbero stati dirottati sui conti della Presidentessa dell’Associazione che li gestiva.




Antiracket: arrestata Presidentessa dell’associazione salentina

Questa l’accusa che ha portato all’arresto di Maria Antonietta Gualtieri, 62enne e presidentessa dell’Associazione Antiracket di Lecce.

Oltre a lei sono state arrestate altre tre persone. Sono in totale 32, le persone indagate, finite nel mirino della Guardia di Finanza che ha scoperto, questo filone di indagine, nel corso di un’inchiesta sulle case popolari.

Secondo l’accusa, respinta dagli indagati, la truffa sarebbe nata, quando l’associazione aveva stipulato una convenzione, per l’apertura degli sportelli che avrebbero dovuto aiutare le vittime di estorsione a Lecce, Brindisi e Taranto.

Di fatto, secondo gli investigatori, gli sportelli non sarebbero mai stati operativi.




Fatture false per eludere i controlli

L’organizzazione, però, avrebbe presentato regolari fatture per operazioni inesistenti. Rendicontazioni fittizie di spese per il personale o per viaggi e trasferte oltre a false statistiche sul numero degli interventi compiuti.

Tutto questo, con lo scopo di percepire Finanziamenti Pubblici.

Il denaro sarebbe stato versato, infatti, ai fornitori e professionisti che apparivano nei giustificativi. Poi una parte di questi soldi, sarebbe stata restituita, rigorosamente in contanti, alla Presidentessa ora arrestata.




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