Femminicidi. A Roma il muro delle bambole

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Femminicidi. “Non ha accettato bene la mia separazione, mi ha cosparsa di cherosene e mi ha dato fuoco. Io da questo sono riuscita a sopravvivere“. Sono le parole di Valentina, oggi 32 anni e sfigurata nel viso per quanto accaduto. Da 5 anni racconta come è sopravvissuta alla furia di un marito che non accettava la fine del loro legame. 




Oggi – ieri n.d.r. –  è a Roma, all’inaugurazione del “Muro delle bambole“.

Una tradizione che arriva dall’India, dove, per ogni donna che subisce violenza, una bambola viene affissa ad una parete. Un modo per tenere viva, sempre, l’indignazione.

Oggi – continua Valentina – spendo tutti i miei giorni per raccontare la mia testimonianza e far sì che nessuno commetta l’errore di sottovalutazione che ho commesso io. Insegnare agli altri a riconoscere i campanelli d’allarme“.




Femminicidi: Una donna ogni tre giorni muore.

108 Femminicidi nel 2016, il 10 % di questi omicidi è avvenuto a Roma, al primo posto di questa terribile classifica.

Vite spezzate, donne picchiate, violentate e sfregiate.

Credo che sia una questione che riguarda l’educazione dei nostri figli” dice una partecipante all’inaugurazione. E continua “Educando i nostri figli, sia femmine che maschi, è un discorso che tocca a 360 gradi tutto il genere umano, a dare sempre rispetto al prossimo e, sopratutto, al nostro compagno o compagna“.

Sicuramente un’iniziativa interessante e che, speriamo, non entri nel dimenticatoio.




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