Cannabis di Stato: risultati confortanti

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Il progetto “Cannabis di Stato” è un successo se si prendono in esame gli obbiettivi iniziali. Mantenere un costo basso per il paziente e la salute pubblica. Garantire sia la massima qualità del prodotto, sia la sua continuità.

L’Istituto Farmaceutico Italiano è il primo stabilimento, in Italia, autorizzato alla produzione di Cannabis Terapeutica. Ne esiste solo un altro in Europa  si trova in Olanda.




Cannabis  produzione

E’ possibile fare un primo bilancio sulla produzione, arrivando ad una stima del raccolto nel 2017.

“Dovremmo riuscire a raggiungere i 100 chili circa” dice un responsabile del progetto. E continua: “Non sono sufficienti perchè, da quando il “Progetto Cannabis” si è avviato, i consumi da parte dei pazienti sono aumentati. Si parla di un fabbisogno di circa 300 Kg“.

Dieci altre serre, possono essere rese operative con un piccolo finanziamento. In questo modo si eviterà l’importazione dall’Olanda.




Aumentare la produzione

Aumentando la produzione, si possono coltivare specialità diverse, che rendono più supportabili diverse patologie.

Sono molte e fanno paura. A cominciare dalla Sclerosi Multipla e la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). In fasi avanzate, hanno un unico denominatore: il dolore.

Attualmente la Cannabis viene utilizzata prevalentemente per dolore di origine neurologica e per spasticità.




Allevia gli effetti collaterali della chemioterapia

Ci sono anche altre indicazioni, come per esempio il vomito causato dalla chemioterapia o come arma per quei pazienti che non rispondono alle terapie tradizionali.

Si riesce ad ottenere un risultato che si può definire soddisfacente in oltre il 60 per cento dei pazienti.

Eppure, soltanto in 14 regioni italiane c’è una legge sull’uso terapeutico della cannabis.

Soltanto in 3, la somministrazione ai pazienti, è gratuita. Esattamente come avviene per gli altri farmaci.




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