Sciopero della fame per i detenuti israeliani

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L’ergastolano Marwan Barghuthi si fa promotore di uno sciopero della fame indetto contro la vivibilità presente nelle carceri di Israele.

La manifestazione chiamata “La battaglia degli stomaci vuoti” ha creato un vero e proprio partito rivoluzionario dove 1.500 palestinesi hanno partecipato, rinunciando ad oltranza al cibo.

Infatti Barghuthi è il dirigente del partito al-Fatah che fa parte dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), un partito che spesso crea dei contrasti contro le altre forme di politica.



Ora il capo della manifestazione di sciopero si trova nella prigione di Hadarim della città di Tel Aviv dove deve scontare ben 5 ergastoli. Nel 2004 fu accusato dell’omicidio di cinque persone, uccise da un gruppo armato e di aver partecipato a diversi attentati.

Quindi si può dire che Marwan Barghuthi ormai ha una biografia macchiata da gravi azioni che lo porteranno a stare per molto tempo in carcere.

Stando in contatto con la realtà delle prigioni ha notato che servono più servizi nelle carceri della palestina per rendere il luogo più umano.

Il partito al-Fatah chiede di avere più visite con i famigliari dei detenuti, più visite mediche (con visite approfondite), cure gratuite, la possibilità di vedere più canali televisivi, la possibilità di partecipare a dei  corsi educativi e di climatizzare delle carceri.


Sciopero della fame

Le richieste sembrerebbero far notare al mondo che la vita nelle carceri israeliane è ben diverso dalle altre carceri. Secondo il ministro dell’Anp Rami Hamdala bisogna eliminare le forme di maltrattamento, tortura, detenzione di bambini e bisogna avere più diritti verso la dignità dell’uomo detenuto.

I detenuti si sentono più forti e rivendicano la loro dignità tramite questo sciopero della fame e Hamas decide di concedere la manifestazione solo ai liberi cittadini.

La situazione potrebbe cambiare, portando anche i detenuti a manifestare con lo sciopero, anche se le autorità cercano di abbattere queste idee.

Il ministro della sicurezza interna Ghilad Erdan ha detto che non negozierà con i detenuti e che chiunque farà lo sciopero sarà sottoposto a provvedimento disciplinare.




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