Ricercatori vestiti da sedili per test driverless

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Ricercatori vestiti da sedili.

Ormai diverse aziende si vogliono dedicare alle auto che si guidano da sole, senza il bisogno di un pilota. Si pensa così tanto a creare un’auto intelligente. Non si pensa quasi mai alle reazioni che potrebbero avere le persone nel vedere un’auto guidata da nessuno.



Per questo Don Norman, ingegnere, psicologo e direttore del Design Lab della University of California di San Diego ha deciso di eseguire dei test con i suoi ricercatori. Prendendo spunto da uno scherzo di Youtube e da un lavoro di Wendy Ju (docente si interazione uomo-computer presso l’Università di Stanford) ha creato un esperimento nella città di San Diego. Norman ha fatto vestire i ricercatori da sedili per auto e gli ha fatti guidare per le strade.  Obiettivo dell’esperimento è quello di capire una possibile comunicazione fra i pedoni, le auto e la macchina auto pilotata.

Da notare che i ricercatori riuscivano a guidare tramite delle aperture apposite nel finto sedile dove far passare le braccia.

I risultati hanno portato i ricercatori a capire che i pedini non incrociano lo sguardo dei guidatori delle auto e per questo che inizialmente non fanno caso all’assenza del guidatore. Appena i ricercatori diventano più aggressivi, frenando proprio sulle strisce pedonali, si nota che le persone individuano l’assenza del pilota. Decidono comunque di non passare davanti alla macchina.

Ricercatori: cosa pensa Normann



Da questo si potrebbe pensare che le driverless dovrebbero essere più aggressive ma Norman risponde che probabilmente dipende dai casi. Bisognerebbe far capire e comunicare alle persone delle azioni da compiere, senza mettere in pericolo gli utenti della strada.

Se da una parte queste auto driverless possono essere comode dall’altra dobbiamo pensare che se non si guida per molto tempo un’auto ci si può dimenticare. Infatti, anche se le auto non sono del tutto autonome, bisogna pensare che in un attimo di emergenza potremmo non avere i riflessi pronti.

Anzi, in un intervista Norman dice che: “Il periodo più pericoloso sarà quando avremo sulle strade proprio auto non del tutto autonome”.  




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