INPS: secondo il M5S, i dati diffusi dall’INPS mostrano come le politiche del PD siano fallimentari

In un comunicato, gli esponenti del movimento 5 stelle della Commissione Lavoro di Camera e Senato evidenziano come, dal loro punto di vista, i dati diffusi ieri dall’INPS mettono in risalto le politiche fallimentari di Renzi e che, nonostante tutto, l’attuale governo Gentiloni, continua a sostenere.




Sono mesi che il MoVimento 5 Stelle denuncia le politiche fallimentari messe in atto dal governo Renzi, mantenute dal governo Gentiloni.” E continuano facendo notare che  “I dati sul mondo del lavoro che vengono stabilmente pubblicati, tra cui quelli diffusi oggi dall’INPS, non fanno altro che confermare che le politiche attuate fino ad ora oltre ad essere state del tutto inadeguate e insufficienti a far riprendere il mondo del lavoro, hanno contribuito soltanto a far aumentare il precariato




Fanno sapere che “Il MoVimento 5 Stelle oltre a chiedere di collegare gli sgravi contributivi previsti nel Jobs Act al reale incremento occupazionale e quindi alle nuove assunzioni, cosa che non è stata fatta,  aveva fatto presente al governo che la riduzione dell’importo degli sgravi avrebbe comportato inevitabilmente il crollo delle assunzioni a tempo indeterminato”.




INPS: dati a confronto

Mettendo a confronto i dati dell’INPS, in effetti, si può notare che, facendo riferimento al 2016, rispetto allo stesso periodo, nel 2017, le assunzioni “stabili” sono calate del 12,7%.




Facendo riferimento ai licenziamenti, invece, ci tengono a precisare che: “Il M5S, anche in questo caso, aveva previsto l’aumento dei licenziamenti a seguito dell’approvazione del Jobs Act che prevedeva l’abrogazione, anche per le grandi imprese, dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori e una riduzione dei costi dei licenziamenti. I dati odierni, dimostrano ancora una volta che tutte le nostre paure vengono confermate. I licenziamenti disciplinari, infatti, nei primi due mesi del 2017 sono in aumento del 30% rispetto ai primi due mesi del 2016. Se si prende come riferimento, invece, il dato dell’anno 2015, l’aumento dei licenziamenti è pari al 64,9%. Un dato quindi molto preoccupante




I portavoce pentastellati concludono con una schietta affermazione: “ il fallimento del Jobs Act è palese e dimostra ancora una volta che sia il governo precedente che quello attuale vanno avanti a colpi di riforme che non hanno alcuna proiezione di futuro e che non ha fatto altro che danneggiare ulteriormente il mondo del lavoro




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