#iostocongabriele Gabriele Del Grande è libero: lo ha confermato il ministro Alfano.

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Gabriele Del Grande è libero. L’annuncio è stato dato dal Ministro Alfano attraverso twitter.




Gabriele Del Grande è libero. Gli ho parlato adesso sta tornando in Italia. Ho avuto la gioia di avvisare i suoi famigliari. Lo aspettiamo“. E’ questo il post pubblicato dal Ministro, appena ha avuto la certezza della liberazione del nostro connazionale e dopo aver avvisato i suoi famigliari.

Gabriele Del Grande, giornalista e documentarista, è stato fermato il 10 di aprile scorso, nella zona di Atai, in Turchia.




La liberazione è avvenuta a sorpresa sopratutto per i mass media.

Sicuramente qualcuno sapeva della sua liberazione già da ieri. Solo ora si può capire come mai, dal Ministero degli Esteri, non ci fossero state prese di posizioni “particolari”. Probabilmente perchè si sapeva che la liberazione sarebbe stata imminente.

Adesso bisogna vedere come mai, Del Grande, era stato fermato




Gabriele Del Grande: ripercorriamo la vicenda.

Gabriele è stato fermato il 9 aprile nella provincia meridionale di Atai, vicino al confine con la Siria. Secondo quanto riferito dalle autorità turche: in una zona dove era proibito l’accesso.




Non si sa se lui stesse tentando di attraversare il confine con la Siria. Il confine, naturalmente, è blindato. Non si sa se avesse incontrato degli Jiadhsti per intervistarli. Non si sa nulla. Sono state dette molte cose, ma non si ha una conoscenza reale di tutto quello che è accaduto e di come è stato fermato.

Quello che è sicuro, è che è stato fermato durante un controllo di sicurezza e, trasferito il 13 di aprile, a Mugla, in un centro di detenzione amministrativa.

Mugla si trova nel sud-ovest del territorio turco

Di solito, questi centri di detenzione amministrativa, sono dei centri che anticipano l’espulsione del detenuto: infatti, era questa la strada che era apparsa sin da subito. L’espulsione del giornalista dal territorio Turco.




Quello che inquietava era che non erano chiari i tempi, ma probabilmente, anche su questo, gli stessi mass media avevano creato un’apprensione “esagerata”.

Ha preoccupato, il protrarsi di questo periodo che, normalmente dura dai due ai cinque giorni.




Martedì 18 aprile, c’è stata la prima telefonata a casa da parte di Del Grande, che aveva annunciato anche lo sciopero della fame. Poi è arrivato l’incontro che, in un primo momento era previsto per mercoledì, ma poi slittato a venerdì, con il console di Smirne – Giuanluigi Iannuzzi – e con l’avvocato turco, difensore del documentarista italiano, che ha parlato di detenzione illegale e del fatto che Gabriele si trovava in isolamento. Ha fatto sapere  che non c’era alcun ostacolo al rimpatrio. Oggi, bisogna darne atto, possiamo dire che l’avvocato aveva ragione




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